"Napoli come le favelas brasiliane": l'intervista al Corriere di Massimo Petrone PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Settembre 2014 00:00

Questa l'intervista che Massimo Petrone, Vicepresidente Vicario di Confcommercio Napoli e Presidente di Federsalute Napoli, ha rilasciato al Corriere del Mezzogiorno lo scorso 31 agosto a seguito della rapina di Pozzuoli.

 

Napoli come le favelas brasiliane, occorre un recupero della normalità.
L'appello del vicario dell'Ascom dopo la rapina a Pozzuoli

"Napoli si sta avvicinando pericolosamente alle atmosfere delle metropoli del Brasile. Ed è una città disperatamente alla ricerca di normalità, dove il ceto medio sembra ormai scomparso".

Sono amarissime le considerazioni che il farmacista Massimo Petrone -vicepresidente vicario dell'Ascom e imprenditore nel settore della sanità- fa, parlando della tentata rapina di cui è rimasto vittima il leader dei commercianti di Pozzuoli.. "Sfuggito fortuitamente alla morte, ferito molto seriamente, -racconta Petrone- rappresenta bene il momento difficile che stiamo vivendo. A lui, che è un collega di giunta, con il quale ho condiviso quattro anni di impegni comuni, la mia solidarietà. A tutti un monito che arriva da questo agosto funestato da rapine, scippi, da balordi in motorino che terrorizzano interi quartieri e violano i monumenti".

 

Quanto vi sentite esposti?

 

"Siamo il fronte avanzato di una città vulnerabile. E non possiamo imputare alle sole forze dell'ordine il problema. Nel caso di Pozzuoli il loro intervento è stato tempestivo e di grande rilievo è stata la reazione della cittadinanza che ha bloccato i rapinatori, ma la questione è ben più articolata. Oggi viviamo una sintesi congiunturale economica disastrata che porta all'abbandono della città e ad una differenziazione tra parti sociali sempre più profonda. Una situazione che ricorda quella di alcune città brasiliane dove il ceto medio sembra essere scomparso. Un ceto che invece a Napoli era un punto di forza fondamentale e che ora va rinchiudendosi in se stesso".

 

Lei non punta il dito contro le forze dell'ordine. Perché?

 

"Perché riconosco che svolgono un lavoro incisivo. Certo, come ha sottolineato il presidente di Confcommercio Pietro Russo, al Prefetto chiediamo videosorveglianza e più divise in strada. Ma il problema non si risolve solo con gli agenti. I ragazzi che invadono in moto, e armati, Materdei terrorizzando i cittadini; l'omicidio avvenuto pochi giorni fa a Pianura, che è un quartiere popolosissimo; la violazione del sagrato di Santa Chiara con uno scooter, con relativa fuga dei terroristi inorriditi... E' ben chiaro che qui siamo oltre i controlli di polizia".

 

E c'è una soluzione?

 

"Occorre una svolta economica, per dare servizi, avere strade migliori, trasporti, turisti. Bagnoli potrebbe essere un buon punto di partenza ad esempio, ma occorre il recupero di un senso civico scomparso. E una presa di coscienza generale. Il caro fitti, ad esempio, sta affossando la città ed il commercio. In via Calabritto il quaranta per cento dei negozi commerciali è vuoto: neanche le grandi griffe sono disposte ad accettare richieste ingiustificatamente esose in un momento in cui la crisi incide e si va verso la desertificazione".

 

A due passi da via Calabritto si svolgerà, sul lungomare, la festa della pizza. I grandi eventi servono?

 

"Occorre prima una sana normalità, poi ben vengano le feste, ma con servizi e un piano traffico reale ed efficiente. Altrimenti è ancora peggio. E, a proposito di normalità, siamo sicuri che la liberalizzazione comporti vantaggi? Io non lo credo, a partire dalla difficoltà di inquadrare tutto il personale che occorre per restare sempre aperti".

 

Anna Paola Merone

 

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