Napoli Est non decolla: l'interfvista a Repubblica di Guido Bourelly PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Giugno 2015 09:42

bourelly a repubblicaRiportiamo di seguito l'intervista rilasciata dal nostro socio fondatore Guido Bourelly lo scorso 14 giugno a Repubblica Napoli.

Napoli Est non decolla, l'ira degli imprenditori: "Burocrazia nemica"

STANCHI, delusi, arrabbiati. Gli imprenditori della zona di Poggioreale, Gianturco, San Giovanni non ci stanno ad accettare i ritardi del Grande progetto Napoli Est: 8 cantieri su sette sono fermi e si rischia di perdere 206 milioni di fondi Por Fesr 2007-2013 da rendicontare entro dicembre di quest'anno.

«Ormai Napoli Est è una zona completamente fuori dall'agenda del Comune e della Regione - attacca Guido Bourelly,imprenditore del settore sanità che gestisce le ambulanze del 118 - Non investirei qui, se tornassi indietro. È un inferno lavorare, quando piove le ambulanze non possono uscire dal deposito perché si allagano le strade e i mezzi hanno strumentazioni sofisticate, non possono bagnarsi. Siamo costretti a mettere ponti di legno all'ingresso».

Insomma, quella di Napoli Est è un progetto che non decolla. «Finora abbiamo visto solo un cantiere, per noi non è cambiato nulla - conclude Bourelly - C'è anche il problema sicurezza, dopo le sette di sera la zona non è presidiata dalle forze dell'ordine e c'è un via vai di prostitute ormai da decenni». «Abbiamo enormi difficoltà anche noi – aggiunge Marco Salvatori, fondatore del centro di diagnostica Sdn di Gianturco – fino a qualche anno fa i nostri dipendenti dovevano essere scortati dalla stazione della metropolitana al nostro edificio. Ora la pioggia dà il suo contributo. L'ingresso di via Galileo Ferraris è bloccato quando piove, entrano fiumi d'acqua. Non riusciamo a ristrutturare la nostra sede perché i permessi arrivano con difficoltà dal Comune. Nessuno investe se i tempi non sono noti o se sono affidati al caso e alla fortuna». Su tutta l'area pende ancora la bonifica dei terreni dove per decenni hanno lavorato grandi società petrolifere. Un ritardo anche in questo caso dovuto alla lentezza della burocrazia. Dopo 6 anni in attesa di permessi e autorizzazioni, a breve la compagnia Q8 bandirà la gara per la bonifica, uno degli interventi più importanti mai fatti in Italia. «Partiremo molto presto – conferma Roberto Zaccaro, presidente Q8 raffinazione e chimica e consigliere di amministrazione Q8 Petroleum Italia – sperando che non ci siano altri intoppi. Nel 2006 abbiamo preso l'impegno nei confronti dell'amministrazione locale per riqualificare i 38 ettari dove c'erano gli impianti dell'ex raffineria ma non pensavamo che si trattasse di un processo così lungo. Purtroppo ci siamo scontrati con la lungaggine e l'inefficenza della macchina amministrativa ».

Nel 2009 è arrivata l'approvazione del piano di bonifica del ministero dell' Ambiente. «Da allora abbiamo aspettato la valutazione di impatto ambientale da parte della Regione ma l'ok a procedere è arrivato un mese fa». A gennaio 2013 la compagnia presenta un piano urbanistico ambientale (Pua) al Comune. «È l'elemento fondamentale per l'arrivo di un eventuale investitore ma al di là dei colloqui frequenti con i tecnici comunali non sappiamo ancora nulla, il Pua è ancora latente». «Tutte le promesse dell'amministrazione comunale arrivano con grande ritardo – dice Maurizio Colella, amministratore delegato della Colella industria di legname, 30 mila metri quadrati tra via delle Repubbliche marinare e via Argine, è uno degli imprenditori di Naplest – la bonifica in ritardo è un prezzo che paghiamo anche noi, in termini di permessi rilasciati con il contagocce per l'area sottoposta a tutela. Se vogliamo sviluppo bisogna creare le condizioni. I tempi dell'impresa sono veloci al contrario di quelli della pubblica amministrazione». «Gli enti pubblici hanno la colpa di non aver accompagnato il progetto pilota di Napoli Est» accusa Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di commercio. «Perdere quei fondi europei e di conseguenza gli interventi è un delitto – aggiunge Anna Cozzino, presidente della municipalità Ponticelli-Barra-San Giovanni che ogni giorno ha a che fare con le lamentele di chi nel quartiere vive – gli enti locali non dispongono di risorse così ingenti. Siamo nell'immobilismo più totale».

 

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