Holding Bourelly: l'intervista all'amministratore delegato PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Luglio 2014 00:00

Riportamo qui l'intervista al nostro socio fondatore Guido Bourelly. L'intervista è apparsa sul Corriere del Mezzogiorno del 12 luglio 2014, in una pagina tutta dedicata all'azienda che si occupa del trasporto infermi in Campania.

 

Elegante e moderna la sede della holding Bourelly che si occupa del 118 e del trasporto infermi si trova in uno degli spazi cult di via Brin, al secondo piano dell'elegante edificio che ospita Eccellenze Campania. Una grande struttura "open space" dove l'amministratore delegato, il giovane Guido Bourelly, controlla l'attività dello staff di tecnici che sotto la sua guida garantiscono il trasferimento dei pazienti che hanno bisogno di assistenza nell'ospedale più vicino o in un presidio di pronto soccorso. Dottor Guido Bourelly quante ambulanze e quanti dipendenti dirige denti dirige per assicurare funzionalità al trasporto infermi? «Abbiamo sessanta ambulanze, tutte dotate di radio e di Gps che ci consente di sapere in ogni momento dov'è il nostro automezzo per dirottarlo dove c'è bisogno di un intervento di soccorso; quasi tutte le nostre autovetture sono dotate di aria condizionata. Recentemente al parco ambulanze si è aggiunta una nuova Fiat Ducato tremila di tipo rianimativo. Abbiamo un'unità per il trasporto neonatale e un autoveicolo attrezzato per il trasporto di grandi obesi: un’ambulanza che ha un'attrezzatura che ci consente di prelevare e trasportare nella più vicina struttura sanitaria pazienti il cui peso raggiunge i quattrocento chili. Siamo dotati di una clinica mobile con doppia sala di rianimazione che utilizziamo per grandi eventi e che ci viene richiesta per programmi di prevenzione su tutto il territorio regionale. La clinica mobile viene utilizzata per grandi eventi sportivi come partite di calcio, incontri di tennis o di motonautica, ma anche per concerti che richiamano migliaia di persone». Sessanta ambulanze, quindi un buon numero di dipendenti per assicurare risposte immediate. «Lavorano con noi circa 150 persone fra autisti, infermieri, medici e dipendenti amministrativi. Quando l'Asl Napoli 1 Centro era diretta dal generale Maurizio Scoppa la mia azienda ha vinto la gara per il servizio 118 in città. L'intervento delle nostre ambulanze viene coordinato dalla centrale operativa attiva nell'ospedale Cardarelli. Ma anche nella nostra sede abbiamo una centrale operativa attiva sulle 24 ore che verifica costantesi di guida sicura gestiti da enti accreditati».  Chi controlla che sulle vostre ambulanze ci siano per ambulanze ci siano personale affidabile e senza precedenti penali? «La verifica viene effettuata in prima battuta da noi. Sulle ambulanze rianimative, quelle di tipo A, oltre all'autista sono presenti un infermiere e un medico rianimatore. Il medico è laureato e specializzato in rianimazione, l'infermiere ha la laurea triennale, è iscritto all'Ipasvi che è l'associazione nazionale degli infermieri e il suo nome deve figurare nell'elenco regionale degli infermieri. Ognuno di loro deve aver partecipato a un corso per Bls. Ma noi ci occupiamo anche del trasposto detenuti che dal carcere di Poggioreale e di Secondigliano devono essere trasferiti in ospedale. Nessuna ambulanza è autorizzata a entrare in un penitenziario se al suo interno ci sono dipendenti con precedenti penali o con rapporti di parentela con persone che hanno precedenti giudiziari. Si tratta di un ulteriore controllo di qualità che viene effettuato direttamente dall'istituto di pena che con i suoi agenti penitenziari scorta il mezzo di soccorso durante il trasporto dei detenuti». Si parla spesso di ritardo nell'arrivo delle ambulanze. delle ambulanze. Favole o realtà? «A volte,in particolare in alcuni giorni e in determinate ore, il traffico rende più complicato il lavoro dei nostri mezzi che restano bloccati in improvvisi ingorghi che allungano notevolmente i tempi di attesa. Ma la media dei tempi di intervento è in linea con la media nazionale. Il nostro fiore all'occhiello è l'isola di Capri: prestiamo assistenza anche lì con due ambulanze e un porter elettrico che utilizziamo quando dobbiamo raggiungere un paziente in una delle strette stradine dell'isola. Ricordo ad esempio che a Marina Grande uno sceicco si sentì male, la nostra ambulanza lo ha soccorso in 27 secondi: conserviamo con piacere la lettera di ringraziamento che ci ha spedito. Abbiamo soccorso Higuain, quando ne ha avuto bisogno, abbiamo accompagnato in ospedale l'ex presidente della Regione, Antonio Bassolino; siamo stati presenti ad Avellino quando un bus turistico precipitò da un viadotto, e a Gianturco quando deragliò il treno della Circumvesuviana. Ogni giorno eseguiamo circa 180 interventi.

 

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